Introduzione.
Il sistema visivo, specialmente quello umano e di tutti gli altri Vertebrati, inteso come l’insieme occhio-strutture cerebrali, è un analizzatore di immagine biologico che costantemente analizza ed elabora le immagini fino a renderle coscienti. Però esso trova molte difficoltà a quantificare correttamente le varie immagini o parti di esse sia per i processi di compensazione densitometrica insiti nell’elaborazione cerebrale dell’impulso nervoso retinico, sia per la mancanza di precisi punti di riferimento scalari ed anche per la memoria che ciascun individuo ha di similari osservazioni precedenti. Infatti è molto difficile, ad occhio, stimare esattamente le dimensioni di un oggetto, possiamo solo dire, per esempio, che è largo circa n centimetri, ma per avere l’esatta misura dobbiamo ricorrere sempre ad uno strumento. Possiamo dire che un oggetto, a prescindere dal colore, è più scuro o più chiaro di un altro ma non possiamo stabilire di quanto. Il sistema visivo si comporta in maniera un pò più efficiente quando deve confrontare tra di loro oggetti di forma simile, purché queste non siano particolarmente complesse. Per esempio esso ha poca difficoltà a riconoscere l’oggetto più alto in un gruppo di oggetti simili di varia altezza però non può valutare l’esatta altezza di ognuno di essi; invece l’Analisi di Immagine (AI) è in grado di fare entrambe le cose.
L’Analisi di Immagine consente di calcolare, partendo da un’immagine simile a quella elaborata dal nostro sistema visivo, parametri come forma, taglia, numero e densità ottica di ogni parte identificabile dell’immagine di partenza.
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Ricordi e riflessioni su quanto Apple abbia influito nella mia vita professionale e non.
Quanto Apple ha influito nella mia vita sia personale che professionale? E’ certamente merito di Apple se oggi, al termine della carriera di ricercatore universitario ho raggiunto soddisfacenti risultati nei miei campi di ricerca. E’ infatti certamente merito della sua tecnologia sempre all’avanguardia che mi ha permesso prima di altri di conseguire i risultati predetti. E’ certamente merito di Apple, e del suo Macintosh, se oggi dopo quasi quarant’anni di uso, non sono stressato da crash di sistema, virus vari, incompatibilità con periferiche e compagnia bella, tutti mali che, com’è noto, quotidianamente affliggono gli utenti di altri mondi informatici e che hanno costretto un collega, mio coetaneo, a prendere letteralmente a pedate il suo ultimo PC con Vista. Infine è anche certamente merito di Apple, del suo think different, delle sue tecnologie se ancora oggi mi sento un inguaribile sognatore, guardo con ottimismo al futuro e penso di aver contribuito anch’io, nel mio piccolo, non a cambiare il mondo come i grandi del classico spot, ma semplicemente ad allargare un pò le conoscenze dell’umanità. E di questo ne vado fiero, Grazie Apple.
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Dopo la mia prima macchina fotografica da ragazzo, una Voigtländer Vitoret ad otturatore centrale, finalmente mi posso permettere la prima reflex, la Icarex Zeiss 35S, si era intorno agli anni ’68 – ’70, in pieno boom della fotografia e della contestazione giovanile. La reflex simbolo era allora la Nikon F ma io preferii la Zeiss in virtù della qualità delle ottiche (come studente di Biologia potevo fare il confronto, impietoso allora, tra i microscopi Zeiss e Leitz e quelli giapponesi). Come futuro biologo una gran parte della mia attenzione fotografica era, lo è tutt’ora, verso la macro-fotografia e quella naturalistica. Uscivo sempre carico di ottiche, tubi di prolunga, soffietti, flash e pellicole diapositive a 50 ASA (ISO oggi); la pellicola invertibile da me più usata era la magnifica Agfachrome 50S che sviluppavo in proprio. Ma come iscritto ad uno dei più prestigiosi club fotografici cittadini e nazionali, l’originale Club il Cupolone di Firenze, fui allora sensibilizzato anche verso i generi più classici della fotografia. E’ lì che ho imparato i segreti dell’inquadratura, degli accostamenti cromatici e del sapiente uso delle lunghezze focali. Ed è lì che ho imparato a fotografare e a considerare sempre l’aspetto artistico più importante di quello tecnico.
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